giovedì 14 luglio 2016

Tempo di ricci

Questa mattina ho intinto i capelli nel caffè.
Li ho tagliati più di due anni fa, ma credo meno di tre.
Corti, più corti delle orecchie.
E oggi si tuffano nel mio macchiato.

Io con i capelli ci misuro il tempo.
Ogni curva di ricciolo è qualcosa di vissuto, dimenticato o festeggiato.
Sono arrivati alla tazzina senza averne misurato i centimetri.
Ho perso per strada qualche curva, tagliando dritto qualche sorriso o una somma di piccole cose.
E loro presentano il conto.

Curva di ricciolo e
tengo per mano mio figlio,
curva di ricciolo ed è lui ad indicarmi la strada.
Curva di ricciolo nonno ci vediamo,
curva di ricciolo e porto un cero e dei fiori.
Curva di ricciolo fratello ti proteggo,
curva di ricciolo guarda che mi sposo.
Curva di ricciolo sei sempre una bambina,
curva di ricciolo sei solo un bambino.

Ho bevuto il mio caffè.
Aveva un gusto solo diverso.
Era pieno di quei caffè bevuti senza piacevolezza.