venerdì 18 luglio 2014

Piccole riflessioni sul tempo.

E' arrivato il momento di dirlo.
Metterò al bando tutti quelli che utilizzano il suffisso time insieme a qualunque esperienza quotidiana svolta a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Mi infastidisce questo uso improprio del tempo.
Mi infastidisce nello stesso modo in cui mi infastidiscono i pantaloni di jeans corti, con l'interno delle tasche in cotone bianco (o altre fantasie) che sbucano da sopra le cosce, come fossero orecchie di quelle, a me sconosciute, razze di cane che le hanno appese.
Ma perché li indossate?  Ficcherete mai degli oggetti, anche solo una monetina da un centesimo, in quelle tasche? Perché conservare una parte del pantalone eliminandone la funzione e preservandone solo l'estetica (per altro non apprezzabile)?Cosa vi spinge a fare queste scelte insensate?
Probabilmente lo stesso sentimento che vi porta a fare una crostata, scattargli una foto, postarla su Facebook con la didascalia crostatatime, o meglio #crostatatime.
Che, scusate la mia intolleranza, ma che cazzo (e qui cazzo ci cade a fagiolo, qualcuno di voi oserebbe dire #fagiolotime) vorrebbe significare?
Didascalia come "Ho fatto una crostata" non basta? Non vi appaga?
Sono circondata da gente che trova amplia gratificazione a farne uso.
Tutto questo è dovuto all'incapacità di incastrare più di tre parole per spiegare un concetto semplice come "Mi sto bevendo una birra in riva al mare" sintetizzandolo e denigrandolo con una combinazione di hashtags che vanno dal #birratime al #maretime.
Fatemi una cortesia (e ve lo dico nella vostra lingua al fine di renderlo più comprensibile): #smettetelatime.