domenica 5 gennaio 2014

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà.

Questo nuovo anno è iniziato.
E' iniziato continuando.
Continuando quello precedente.
E' difficile fare tagli netti alle cose grandi.
Per me è iniziato all'insegna di una sensazione.
Una di quelle sensazioni che spesso vedo materializzarsi nella mia testa sotto forma di immagini.
In questa immagine ci sono io, sopra il bancone di un locale, bar, pub; un locale con le luci basse.
Il bancone in marmo, scuro, con quelle venature utili a mimetizzare lo sporco, umido di birra che attaccata al fondo gocciolante di un bicchiere ha lasciato una strana scia che brilla con i led al soffitto troppo vicino.
Io sono ferma.
Aspetto.
Aspetto anche se è tutto molto freddo.
Accanto a me gli spazi si svuotano, il locale diventa sempre più grande.
Mi guardo meglio intorno e ci sono solo io.
Ancora sopra il bancone.
Dentro una piccola scodellina di cristallo, con strani ornamenti che mi fanno ricordare un po' la vetrina con il servizio buono della nonna.
Sono un'oliva.
Un'oliva di quelle senza un futuro prospero, di quelle servite tristemente agli aperitivi ma che ambiscono ad essere spremute per passare il resto della vita come olio apprezzato in prestigiose tavole.
Io sono un'oliva da aperitivo.
Sono una di quelle che resistono all'intera serata, a tutta la festa.
Come unica consolazione le restava quella di essere infilzata per prima e invece per qualche strano motivo, ma forse a lei molto chiaro, viene rifiutata da tutti.
E resta lì.
Si gode l'intero svolgimento.
Io sono quell'oliva.
Quell'oliva che resta sola nel cristallo.
Un posto meraviglioso, ma non il suo.
L'anno è iniziato con questa sensazione.
Vorrei addormentarmi oliva e risvegliarmi, almeno, caviale.