mercoledì 7 agosto 2013

Punti di Vista [On the beach]


Agosto.
Caldo.
Ferie.
Vacanze.
Mare.
Turisti.
Or ora venuti fuori dal luglio col bene che ti voglio, quell'abbronzatura appena velata in stile ho il braccio fuori dalla auto e lo ustiono sulla tangenziale, speriamo di tirarci fuori un po' da quel caos cittadino, quel caos disordinato seguente uno schema.
E così si invadono quel tot di km di spiaggia italiana che molti invidiano.
Senza pensare che su queste spiagge (alcune anche sperdute nel chissadove) abitano come in ogni angolo del mondo dei cittadini per 12mesi l'anno, anche quando la neve arriva da qualche posto strano e raggiunge lo 0 s.l.m
Non sono piccoli elfi o gnomi dediti ad attività paraludiche che infestano questi piccoli e ridenti borghi, sono dei veri e propri cittadini, cittadini che si prendono cura del vostro mare anche quando voi siete intenti a sgasare fermi ad un semaforo di pieno novembre con un cappotto grigio in auto.
Siamo noi.
Ebbene anche io sono una di queste entità che abita posti che per molti riemergono dagli abissi solo nei periodi di calura estiva.

E non scambiate le mie parole per offese o presunzione, leggetele piuttosto con quel tono cantilenante che ha una moderna preghiera cristiana.
Immaginate di essere i nostri dei, quelli per cui
si fanno le offerte votive per avere un buon raccolto, quelli da cui dipende il bello o il cattivo tempo, quelli da cui dipende la STAGIONE.
Venerati.
Siete semplicemente venerati.
Venerati...fino ad un certo punto.
Fino a quando IO personalmente non divento di quell'intollerante misto folle che mi impedisce di chiudere irrimediabilmente la bocca e fermare le dita.
Divento acida.
Una faina incazzosa a saliva acida utilizzabile come arma di distruzione di massa.

Dove pensate che io vada al mare?
Prediligo per la maggior parte della stagione il MIO mare, quello che ho visto deserto in un gennaio piovoso, quello dove ho scaricato le mie ire quando non avevo voglia di rinchiudermi in una stanza a prendermela con un cuscino, quella spiaggia che ha sentito i primi passi di mio figlio che con la sua morbidezza ha impedito di fracassargli i primi incisivi spuntati a suon di pianti notturni.
Ora non mi aspetto minimamente che voi adoriate questo posto tanto quanto lo adoriamo noi che ci viviamo, ma diamine di un unicorno mai intravisto dal Signore, cosa vi costa non violentarlo?
E badate bene, meglio non nascondersi dietro un dito.
Pensate che sia piacevole giocare con i secchielli e rastrelli e fare la cernita tra conchiglie e mozziconi di sigaretta? Pensate che io provi il vostro stesso piacere a introdurre nei polmoni il vostro fumo con i piedi a bagno?

E voi Donne, Signore, mi aspettavo molto di più da Voi; per quale motivo pensate che la madre terra sia una entità femminile?
Perchè Signore mie si da il caso che si pensi che noi siamo più sensibili di voisapetechi e mi spiace affermare coraggiosamente il contrario: rasentiamo lo schifo, siamo un limite tendente alla merda quando devo spiegare che quella roba che galleggia nell'acqua è un assorbente, è un tampax che qualche ridicola imbecille di turno si è dovuta inserire in quell'aggeggio che non produrrà che altri stronzi come lei, ignorante persino la durata del suo ciclo.
E tralascio l'oramai ovvia tematica della spazzatura.
Come cavolo si fa a far entrare nel cervello dei trogloditi un seppur apparentemente semplice concetto?
Se io venissi a cagare sopra lo zerbino di casa vostra un minimo non vi girerebbero i coglioni?
Sappiate che paradossalmente è la stessa identica cosa.
E ora imploro quei damerini che si vedono in TV amanti del bon ton, che intonano l'orlo interno del calzino con l'elastico degli slip, che la menano se uno mangia il dessert con il cucchiaino o la forchetta, di stilare un piccolo decalogo, un galateo da spiaggia, qualcosa che faccia capire alle mandrie folli di mare che piantare l'ombrellone ad una distanza inferiore al raggio dello stesso causa una sovrapposizione di spazi che irrita chiunque, che lasciare baracca e burattini on the beach tutta la notte impedisce non solo la pulizia delle spiagge ma anche a chi si sveglia alla buonora per godersi la pace e la serenità delle onde che vanno e vengono di posizionarsi dove più gli garba, che creare trincee lungo il corto tragitto che mi porta alla riva manco fossero i briganti che di ogni cosa mi vogliono spogliare non è proficuo come pensano.E poi abbiamo anche il coraggio di rompere i coglioni ai ragazzetti che giocano a pallone.
Loro almeno non inquinano.
Si divertono.