domenica 17 settembre 2017

Il peso specifico di una borsa

Mi capita sempre più spesso di rimanere ad osservare con insistenza quelle piccole bambine gelose delle loro borse.
Borsette prevalentemente in plastica, dai colori improponibili, con fantasie psichedeliche e glitter allucinogeni.
Le custodiscono come piccoli scrigni, sbandierandole sui loro fianchi come fossero medaglie al valore.
Spesso contengono il nulla.
La vera ricchezza è la borsetta in sé.
Io da piccola non le amavo.
Indossavo le BullBoys.
Da ragazza nemmeno, fatta eccezione per una borsa tracolla che riempivo di libri il sabato, in sostituzione dell'ingombrante zaino seven.
Oggi, che sono più o meno una donna, la uso.
La uso non tanto per la funzione estetica, quanto per quella pratica.
E' una cosa con una tracolla che mi aiuta a portare più robe di quante potrei portare con solo due mani, rendendo queste ultime libere.
Non sono una che la cambia in base alla stagione o all'abbigliamento o all'umore. Ne preparo una e questa mi segue per un lungo periodo, almeno fino a quando le sue parti riescono ad essere integre e lievemente presentabili.
Per quanto io possa impegnarmi mai nulla riuscirà a rendere la mia borsa organizzata a tal punto da permettermi di afferrare al primo colpo il mazzo di chiavi di casa, ci sarà sempre un gap  tra il mio arrivo davanti il portone e la sua apertura.
Questo gap è anche detto "effetto Mary Poppins" e credo non ci sia bisogno di spiegarne la nomenclatura.
Ieri camminando di fretta verso il lavoro, sulla mia spalla la solita tracolla appariva diversa.
Ho tastato con le mani diverse volte il contenuto cercando di capirne la forma.
Nulla, qualcosa non tornava.
Il peso specifico.
La mia borsa ha un peso specifico.
Tutte le borse hanno un peso specifico.
Un peso che la donna calcola in base agli oggetti che la borsa deve necessariamente contenere.
Un limite quello del peso specifico sotto il quale non si può andare, pena la mancanza di qualcosa di vitale.
Il peso specifico durante il mestruo cambia.
Il mio cervello, che ha calibrato tutto dalla mia spalla alla tracolla, sa calcolare che in quei giorni il fardello graverà di qualche grammo in più, i grammi di due Lines seta ultra (ma anche tre).


venerdì 1 settembre 2017

Settembre

Poco m'importa se in casa il condizionatore è acceso e il termostato segna a fatica 27°.
E' arrivato Settembre.Il tempo in cui i tipi "zucca", come me, rinascono.I tipi zucca si riconoscono tra loro e si distinguono dagli altri.
Nel periodo prossimo all'estate è semplice farne una cernita: abbronzati poco, a tratti o per nulla.Escono da un letargo inverso che li ha costretti in tana per evitare genti, sole, mare, tormentoni dell'estate e puzza di sudore.
Settembre eccomi comincio a metter una punta di piede fuori dall'uscio, mi vedi?Mi vedi nelle spiagge quasi deserte religiosamente vestita?I capelli che tornano alla loro lunghezza e rigettano quell'elastico a spirale, mi vedi?E il profumo della cucina lo senti?
Le zuppe e i ribolliti, il forno il acceso senza timore di passare a miglior vita e i fumi che salgono dai piatti diretti sul viso e nelle narici spalancate?Lo senti?
Lo senti il cricchiare delle foglie secche sotto le suole?
Io si!

Fall is coming

domenica 30 aprile 2017



Questa immagine conferma il fatto che ho qualcosa che non va. Ho l'omeostasi sballata,l'ipofisi scioperante o il cervello bacato, non so quale delle tre, probabilmente tutte.
Belen ieri era presso il MIO mare, quello dove per anni ho fatto pisciatine furtive, per poi essere terrorizzata dalle leggenda narrante "acqua che si tinge di rosso" .
Io ieri ero a qualche paio di km da lei, parlavo con il naso e respirato con il culo grazie al raffreddore fuori stagione e avrei indossato pacificamente un passamontagna rivestito di pelle di foca e grasso di balena per poter conservare una temperatura corporea decente.
Lei era così, con un fazzoletto di Barbie per bikini e l'aria di volerse leva' pure quello.
Ora la biologia ha da spiegarmi come mai non le coglie la broncopolmonite spastica istantanea.